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COMUNICATO STAMPA

Unitalsi Toscana: “I nostri pellegrinaggi non sono un carrozzone”

Il presidente regionale Roberto Torelli: “Ci ha feriti essere derisi a teatro”

FIRENZE (2 marzo 2017) - Non c'è dubbio che “Lourdes”, il monologo andato in scena nei giorni scorsi al Teatro Studio Mila Pieralli di Scandicci, abbia fatto discutere. Sulla scena infatti si è visto un attore che veste i panni di una volontaria che parte per Lourdes per chiedere spiegazioni sulla prematura scomparsa del padre.

E la reazione dell'Unitalsi Toscana, associazione che fa dei pellegrinaggi a Lourdes e a Loreto il fulcro della propria attività, non si è fatta attendere per voce del Presidente Regionale Roberto Torelli.

“Fermo restando che ognuno è libero di esprimersi in uno spettacolo teatrale come meglio crede, il monologo ha portato sul palco in maniera dissacratoria, e quasi deridendolo, quello che in realtà è un “viaggio” che nasce dalla speranza, dalla fede e dalla voglia di condivisione. I nostri Pellegrinaggi non sono un “carrozzone” come invece sono stati descritto sul palco. Il Pellegrinaggio è un percorso prima di tutto individuale che fa dell’essenzialità una sua scelta precisa per dedicarsi totalmente all’altro e, soprattutto, all’Altro”.

“Ci ferisce, inoltre, l’essere stati derisi per aspetti, quali ad esempio la durata e le condizioni di viaggio, perché in questo caso si tratta elementi che noi per primi subiamo. Purtroppo, per questo tipo di “trasporti” manca ogni tipo di attenzione al punto che oggi, per raggiungere Lourdes, impieghiamo più di quanto occorreva negli anni ’80. Prima transita l’alta velocità, poi i pendolari, poi i treni merci e poi i treni dei malati e dei disabili … Si fa un gran parlare soprattutto in questi giorni di tutela e dignità della vita, ma poi la realtà è ben diversa. L’ulteriore beffa di essere derisi è veramente troppo”.

“I pellegrinaggi rappresentano un'esperienza che coinvolge, nonostante le tante difficoltà, molti partecipanti, come testimoniano anche le presenze registrate l'anno scorso. Ma soprattutto rappresentano un'occasione unica per tanti i malati e disabili che in questi giorni diventano assoluti protagonisti di un mondo che finalmente viaggia alla loro velocità e che li valorizza e li apprezza per la loro grande carica di umanità.

E’ questo il sogno che, al ritorno dal Pellegrinaggio, ci portiamo a casa e cioè quello di riuscire a vivere con le persone malate e disabili che abbiamo incontrato una VITA NORMALE dove ognuno, indipendentemente dalla propria condizione fisica, abbia la possibilità per realizzarsi pienamente. La sfida che lanciamo è quella di non restare seduti sulle poltrone di un teatro ad ascoltare un monologo dove, con un linguaggio comunque inappropriato, si deride chi è malato o comunque volontario pagante, ma di salire su quel treno che a molti ha cambiato la vita”.

Pier Francesco Nesti

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